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Quarto, Ospedale del Ponente: una città senza programmazione.

By pellerano_14   /     Gen 22, 2014  /     Genova, Sanità e Sociale  /     

Sono state discusse in Consiglio Regionale due interrogazioni presentate me e da Aldo Siri. Tema centrale di entrambe le interrogazioni la gestione ed il futuro del complesso all’interno delle aree dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto.

Una vicenda che il nostro Gruppo ha seguito con attenzione fin dall’inizio, da quando cioè la Regione, approvando il bilancio del 2011, aveva deciso l’alienazione di tutti gli immobili ancora invenduti all’interno delle aree di Quarto. Un’operazione che ha destato da subito il nostro dissenso, soprattutto perché il piano di dismissione non teneva affatto conto delle esigenze della cittadinanza, tant’è che questa si è riunita nel Coordinamento per Quarto volto a salvare l’ex ospedale psichiatrico e a rivendicare il diritto di poter usufruire di tutti quei servizi sanitari e sociali che erano, e sono tuttora, ospitati al suo interno: in particolare l’assistenza ai malati psichiatrici, ai malati di Alzheimer, ai disabili e alle persone affette da disturbi alimentari. E’ grazie anche al lavoro del nostro gruppo se si è concentrata l’attenzione su questa operazione sbagliata. Tre padiglioni erano stati venduti pur essendo gravati da un mutuo  e sicuramente  al nostro gruppo va riconosciuto parte del merito se alla fine la Regione ha rivisto la decisione di vendere l’intero complesso ad ARTE ed ha avviato un confronto con le Istituzioni (Comune e Municipio) e, soprattutto, con i cittadini, rappresentati dal Coordinamento.

Questo confronto ha portato, a novembre 2013, alla firma dell’Accordo tra Regione, Comune , ASL ed ARTE: un risultato accolto con soddisfazione da tutte le parti, in particolare per quanto riguarda la realizzazione della piastra sanitaria del Levante (dove verranno trasferite le funzioni attualmente ospitate in Via Bainsizza). L’Accordo prevede anche la realizzazione di aree residenziali oltre che di spazi destinati al verde pubblico.

Sul futuro di Quarto  restano aperti ancora alcuni interrogativi che, come lo stesso Montaldo ha riconosciuto, hanno necessità di essere risolti. In primo luogo quello inerente gli accessi da via VI Maggio e via Redipuglia, in una zona già congestionata dalla presenza, a poche centinaia di metri, dell’ospedale Gaslini e la conseguente individuazione di una zona da adibire a parcheggio per gli utenti dei servizi. Oltre a chiedere che sull’avanzamento del progetto siano coinvolti tutti i soggetti del territorio, sarebbe anche auspicabile che la giunta stilasse un cronoprogramma puntale sul trasferimento delle funzioni dalla sede attuale di via Bainsizza alla nuova Casa della Salute.

Per il futuro in caso di vendita immobili di proprietà della Regione sarà fondamentale che il Consiglio venga coinvolto nelle decisioni per tempo e non tirato in causa a cose fatte . Solo così si potranno evitare gli sbagli che sono stati fatti nella gestione della vendita dell’ex ospedale psichiatrico. Concertazione e programmazione sono due punti fondamentali da cui questa giunta non può più prescindere in tema di sanità, se non si vuole incorrere in errori troppo spesso commessi in questi otto anni di amministrazione regionale, all’insegna della continuità in fatto di sanità. Non è più accettabile assistere a valzer politici tra Comune e Regione come sull’ospedale del Ponente, sulla cui collocazione tanto il PD ha discusso fino all’ultima, opinabile, scelta degli Erzelli. E la cronaca di questi giorni sulla vicenda Erzelli non lascia ben sperare…