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Genova coniughi grandi opere e slow mobility

By pellerano_14   /     Gen 27, 2014  /     Ambiente e territorio, Genova, Sport e Cultura  /     0 Comment

Ritengo necessario accelerare su tutte le forme di mobilità che valorizzino la città e la regione, senza pregiudizi e senza rinunciare a infrastrutture moderne. Il PD la smetta di fare il gioco delle tre carte.

 
Si è riaperto in questi giorni in alcuni Municipi e in Comune a Genova il dibattito sull’ipotesi di realizzare una pista ciclabile proprio nel cuore della città – nella zona di via Venti Settembre – deviando il traffico privato in via Maragliano.   A Genova è possibile introdurre nuove forme di mobilità che consentirebbero di recuperare la bellezza di interi quartieri e di valorizzazione di stili di vita consapevoli, ma è indispensabile che alla base di ogni progetto vi sia una programmazione che non interessi solo porzioni di città a macchia di leopardo, ma che coinvolga e integri la visione della città nel suo insieme, da Voltri a Nervi. Da troppi anni il centro-sinistra genovese non è in grado di programmare e procede in modo confuso e contraddittorio.  Il progetto ha già avuto una gestazione molto controversa e una fase sperimentale che aveva generato accese polemiche sotto la giunta della sindaco Vincenzi. Senza voler entrare nel cuore della polemica e dei punti di vista di tutte le categorie e le parti in causa, ritengo che l’apertura a nuove forme di mobilità di tipo “slow” non possa prescindere da una visione più ampia e armonica di tutta la città, quale quella che Renzo Piano aveva proposto nel suo noto progetto di waterfront del 2004, prima che fosse trasformato in niente più che un “pezzo da museo”. Imporre una pista ciclabile al di fuori di un disegno di città e di un piano più ampio appare una mera decisione ideologica, destinata a fallire.

Genova da anni viene presa in giro dalle amministrazioni comunali targate PD circa la possibilità di realizzare una mobilità alternativa, che utilizzi mezzi di trasporto green, “smart” e a costo (quasi) zero per i cittadini. Peccato si tratti solo di slogan a cui non fa seguito la capacità amministrativa di tradurli in realtà. I fatti sono molto diversi e Genova ha assistito solo alla nascita di progetti “senza gambe”, mestamente naufragati dopo qualche anno e con il solo danno economico per le casse comunali e dell’Europa. Solo per fare un esempio ricordo che il Comune ha investito 220mila euro nel bike sharing, servizio che nel 2012 ha portato un incasso di soli 1.200 euro. Un risultato prevedibile, tutto sommato, visto che a Genova – dove già per conformazione orografica farsi una pedalata non è da tutti – non è stata mai realizzata una pista ciclabile degna di questo nome.

Non ritengo tuttavia che il progetto di ciclabilità sia da scartare a priori. Tutt’altro. Se a Genova si vuole lavorare sulle piste ciclabili, magari sfruttando al meglio le risorse provenienti dai fondi comunitari, è necessario guardare a un percorso da Nervi a Voltri che attraversi la Grande Genova, ricucendo i quartieri e lambendo, in sicurezza, il porto e i luoghi della storia e del lavoro. Certo è un sogno – realizzabile – e occorre superare alcuni limiti, ma penso sia possibile, per esempio affidando ai migliori architetti lo studio delle soluzioni migliori per risolvere le intersezioni fra porto e città. Il tutto assumerebbe un senso profondo in chiave identitaria e turistica. Talvolta non ci rendiamo conto di quanto sia bella agli occhi di un turista la nostra Genova, nella diversità dei Quartieri: un raccordo “verde” interno alla città consentirebbe ai visitatori di allargare lo sguardo al di fuori del Porto Antico.

D’altro canto è impensabile che una pista ciclabile possa risolvere i problemi di mobilità tout court, intesa come mobilità interna alla città e mobilità di collegamento alla città. Non si può prescindere dalla realizzazione di grandi opere quali Gronda, Terzo Valico, completamento del raddoppio della tratta ferroviaria verso Ventimiglia. Anche sui ritardi di queste opere la sinistra e il PD, che da anni ormai governano città e Regione, non hanno più alibi. Fa sorridere che il PD si accorga solo oggi di qual’era il programma di Marco Doria alle primarie: un freno alle infrastrutture. Invece, se non vogliamo chiudere in un totale isolamento il nostro porto e l’economia tutta della città, è indispensabile puntare sui collegamenti veloci che possono arrivare solo da un aeroporto efficiente, da arterie autostradali in grado di accogliere i flussi del XXI secolo – non una camionale realizzata, con enorme lungimiranza, nel 1936 – e da treni puntuali che viaggino su binari sicuri e veloci.

Allo sviluppo della città in questi termini potrà essere associata anche la realizzazione di infrastrutture “verdi”, come una pista ciclabile da Voltri a Nervi. Ma senza una visione della Città nel suo insieme non si va da nessuna parte. E purtroppo questa è la realtà di questi anni.

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Genova Superba solo per le tasse sulla casa: cosa sta facendo la Giunta regionale?

By pellerano_14   /     Gen 24, 2014  /     Economia e sviluppo, Genova  /     0 Comment

Ho scritto al Presidente Burlando per chiedere quali azioni abbia intrapreso per sollecitare una revisione della classificazione degli immobili che oggi registra nel capoluogo ligure la più elevata concentrazione d’Italia di abitazioni “signorili”. Iuc e Tasi rischiano di trasformarsi in imposte inique e spropositate per le famiglie proprietarie di immobili considerati di pregio in base a valutazioni di 70 anni fa.

A tre mesi dall’approvazione all’unanimità in consiglio regionale dell’ordine del giorno che impegna la Giunta ad attivarsi presso il Governo affinché venga stilata – nell’ambito della riforma del catasto – una nuova classificazione degli immobili, penso che i cittadini genovesi meritino di conoscere quali azioni sono state intraprese dalla Regione per sollecitare la revisione dei valori degli immobili oggi accatastati come A1, quindi considerati “signorili”, secondo classificazioni che spesso risalgono addirittura al 1939 e non sono più attuali.  Dopo aver presentato l’8 di ottobre un ordine del giorno sul tema approvato all’unanimità in modo bipartisan dal consiglio, ho scritto al presidente Burlando. Nella lettera inviata circa due mesi fa e alla quale non è seguita ancora nessuna risposta e ho chiesto aggiornamenti sugli sviluppi conseguenti all’impegno preso dalla giunta. Ho chiesto inoltre, anche a nome dei tanti cittadini che hanno condiviso questa nostra iniziativa, nel caso nulla fosse stato fatto, di dar seguito all’ordine del giorno per far sentire quanto prima la voce della Liguria presso il Governo, affinché venga accelerato l’iter del provvedimento finalizzato alla revisione della classificazione degli immobili cosiddetti di lusso, per evitare ulteriori tassazioni inique per molti cittadini genovesi. Genova  risulta infatti la città italiana più penalizzata dalle attuali classificazioni, visto che proprio sotto la Lanterna, secondo l’accatastamento di quasi un secolo fa, risulterebbero quasi 4.400 immobili di tipo signorile, circa il 20% dei circa 24mila presenti in tutto il Paese. Secondo la valutazione in vigore, risultano di categoria A1 numerose abitazioni in zone come Cornigliano, Sampierdarena e Sestri Ponente, il cui valore commerciale in molti casi si è fortemente ridotto nel tempo rispetto ad altre zone della città e del Paese.

Secondo alcune valutazioni di mercato, in alcuni dei quartieri appena citati si arriva oggi, per le vendite degli immobili, a stime di 800 euro a metro quadro: decisamente poco per una casa “signorile”. Pertanto sarebbe auspicabile che l’aggiornamento delle classificazioni cominciasse proprio dal capoluogo ligure soprattutto in previsione dell’entrata in vigore, ormai davvero alle porte, delle nuove imposte introdotte dal governo, in primis Iuc e Tasi. Se non si procede all’aggiornamento per molti genovesi oltre alla beffa di essere considerati “signori” solo dal catasto, si aggiungerà una tassazione spropositata rispetto alle effettive condizioni economiche.

Per dare qualche rassicurazione a tanti liguri che proprio in questi giorni sono alle prese con la mini Imu, dopo il valzer quotidiano delle aliquote delle nuove imposte sulla casa, sarebbe auspicabile che il presidente Burlando chiarisse che cosa la Giunta ha fato dopo l’approvazione all’unanimità del documento che la impegnava a confrontarsi con il Governo per sollecitare la revisione dei valori catastali a Genova. In tanti aspettano una risposta.

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Old Building

By pellerano_14  /     Gen 23, 2014  /     Senza categoria  /     1 Comment

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By pellerano_14  /     Gen 23, 2014  /     Senza categoria  /     0 Comment

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By pellerano_14  /     Gen 23, 2014  /     Senza categoria  /     0 Comment

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I hated every minute of training, but I said, ‘Don’t quit. Suffer now and live the rest of your life as a champion.’

Muhammad Ali

By pellerano_14  /     Gen 23, 2014  /     Senza categoria  /     0 Comment

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By pellerano_14  /     Gen 23, 2014  /     Senza categoria  /     0 Comment

Quarto, Ospedale del Ponente: una città senza programmazione.

By pellerano_14   /     Gen 22, 2014  /     Genova, Sanità e Sociale  /     0 Comment

Sono state discusse in Consiglio Regionale due interrogazioni presentate me e da Aldo Siri. Tema centrale di entrambe le interrogazioni la gestione ed il futuro del complesso all’interno delle aree dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto.

Una vicenda che il nostro Gruppo ha seguito con attenzione fin dall’inizio, da quando cioè la Regione, approvando il bilancio del 2011, aveva deciso l’alienazione di tutti gli immobili ancora invenduti all’interno delle aree di Quarto. Un’operazione che ha destato da subito il nostro dissenso, soprattutto perché il piano di dismissione non teneva affatto conto delle esigenze della cittadinanza, tant’è che questa si è riunita nel Coordinamento per Quarto volto a salvare l’ex ospedale psichiatrico e a rivendicare il diritto di poter usufruire di tutti quei servizi sanitari e sociali che erano, e sono tuttora, ospitati al suo interno: in particolare l’assistenza ai malati psichiatrici, ai malati di Alzheimer, ai disabili e alle persone affette da disturbi alimentari. E’ grazie anche al lavoro del nostro gruppo se si è concentrata l’attenzione su questa operazione sbagliata. Tre padiglioni erano stati venduti pur essendo gravati da un mutuo  e sicuramente  al nostro gruppo va riconosciuto parte del merito se alla fine la Regione ha rivisto la decisione di vendere l’intero complesso ad ARTE ed ha avviato un confronto con le Istituzioni (Comune e Municipio) e, soprattutto, con i cittadini, rappresentati dal Coordinamento.

Questo confronto ha portato, a novembre 2013, alla firma dell’Accordo tra Regione, Comune , ASL ed ARTE: un risultato accolto con soddisfazione da tutte le parti, in particolare per quanto riguarda la realizzazione della piastra sanitaria del Levante (dove verranno trasferite le funzioni attualmente ospitate in Via Bainsizza). L’Accordo prevede anche la realizzazione di aree residenziali oltre che di spazi destinati al verde pubblico.

Sul futuro di Quarto  restano aperti ancora alcuni interrogativi che, come lo stesso Montaldo ha riconosciuto, hanno necessità di essere risolti. In primo luogo quello inerente gli accessi da via VI Maggio e via Redipuglia, in una zona già congestionata dalla presenza, a poche centinaia di metri, dell’ospedale Gaslini e la conseguente individuazione di una zona da adibire a parcheggio per gli utenti dei servizi. Oltre a chiedere che sull’avanzamento del progetto siano coinvolti tutti i soggetti del territorio, sarebbe anche auspicabile che la giunta stilasse un cronoprogramma puntale sul trasferimento delle funzioni dalla sede attuale di via Bainsizza alla nuova Casa della Salute.

Per il futuro in caso di vendita immobili di proprietà della Regione sarà fondamentale che il Consiglio venga coinvolto nelle decisioni per tempo e non tirato in causa a cose fatte . Solo così si potranno evitare gli sbagli che sono stati fatti nella gestione della vendita dell’ex ospedale psichiatrico. Concertazione e programmazione sono due punti fondamentali da cui questa giunta non può più prescindere in tema di sanità, se non si vuole incorrere in errori troppo spesso commessi in questi otto anni di amministrazione regionale, all’insegna della continuità in fatto di sanità. Non è più accettabile assistere a valzer politici tra Comune e Regione come sull’ospedale del Ponente, sulla cui collocazione tanto il PD ha discusso fino all’ultima, opinabile, scelta degli Erzelli. E la cronaca di questi giorni sulla vicenda Erzelli non lascia ben sperare…

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MixCloud Audio

By pellerano_14  /     Gen 19, 2014  /     Senza categoria  /     0 Comment

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By pellerano_14  /     Gen 19, 2014  /     Senza categoria  /     0 Comment

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