Seguimi su...

Arte tappa i “buchi” della Regione ma non aggiusta gli ascensori

By LPellerano   /     Ott 07, 2014  /     Genova, Sanità e Sociale  /     ,
Continuo nel monitoraggio della condizione degli alloggi popolari in Provincia di Genova. Ho presentato un’interrogazione urgente per conoscere il piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli impianti di elevazione degli immobili Erp. In via Novella a Pra’ un ascensore bloccato da oltre un mese rende la vita impossibile ad anziani e disabili.

La metà degli ascensori presenti nei 400 immobili di ARTE a Genova hanno urgente bisogno di manutenzione: dalla sostituzione delle funi, a quella delle porte e dei rulli. Ci sono in ballo la sicurezza di centinaia di famiglie che vi abitano e la qualità della vita di tantissimi anziani e disabili residenti che, in caso di guasto, restano letteralmente prigionieri delle proprie case. Per questo continuo a monitorare la situazione degli alloggi di edilizia pubblica nei quartieri della “Grande Genova”. Per primo nel 2011 mi opposi con forza alla vendita/cartolarizzazione di alcuni immobili di proprietà della Regione che ha comportato  l’aumento dell’indebitamento di ARTE di oltre 100 milioni di euro, operazione fortemente voluta dalla Giunta Burlando e oggi al vaglio della magistratura contabile. In questi giorni ho presentato un’interrogazione urgente in merito alla situazione degli impianti di elevazione degli immobili Erp-Edilizia residenziale pubblica.
Dalle segnalazioni che mi sono giunte e da alcuni sopralluoghi effettuati mi risulta che la maggior parte degli ascensori siano stati installati da oltre 30 anni. Spesso sono impianti obsoleti, che si guastano di frequente e passano giorni e a volte mesi prima che vengano riparati: essendo impianti molto datati, è difficile anche reperire i pezzi di ricambio. Nel frattempo le famiglie residenti, soprattutto gli anziani e i disabili, subiscono enormi disagi. Anche nel caso si tratti di impianti di più recente installazione, la situazione non migliora di molto. È il caso dell’ascensore inclinato di via Novella a Prà, quartiere molto popoloso del Ponente genovese. L’impianto è fermo da oltre un mese e sta creando un disservizio che colpisce non solo i residenti di via Novella, ma anche coloro che vivono nel resto del quartiere. L’ascensore infatti è l’unico collegamento con la sottostante via Montanella dove si trova un supermercato e la fermata dei mezzi pubblici. Pertanto è utilizzato anche dagli inquilini di molti palazzi della zona per raggiungere i propri portoni senza dover percorrere una lunga e ripida scala. Sulla tempistica del ripristino dell’impianto ho chiesto maggiori dettagli anche al direttore generale di ARTE Genova, ingegner Cotena, a cui ho inviato nei giorni scorsi una lettera sollecitando un intervento di riparazione dell’impianto.
Purtroppo quello di via Novella è solo un esempio dei molti disservizi negli impianti presenti negli immobili ARTE: mancano le risorse e troppo spesso si attuano più “tapulli” che interventi dispendiosi di sostituzione programmata.
Un sistema questo che, oltre a essere decisamente dispendioso nel lungo periodo, crea disagi continui agli utenti. Per risolvere alla radice il problema sarebbe necessario fare una mappatura completa degli interventi e che la Regione fornisca al suo ente strumentale le risorse necessarie per un piano straordinario di aggiornamento degli ascensori.
Purtroppo in questi anni la giunta Burlando si è mossa in direzione diametralmente opposta gravando ARTE Genova di un’operazione finanziaria estremamente onerosa e rischiosa; visto l’indebitamento di Arte difficilmente miglioreranno nei prossimi mesi le inefficienze con cui oggi gli inquilini delle case popolari di Genova devono fare i conti.
Dopo le quanto meno dubbie operazioni da “tappa buchi” di bilancio regionale in cui ARTE si è trovata a svolgere il ruolo di “finanziaria”, mi auguro che l’Agenzia regionale territoriale per l’edilizia torni svolgere la sua prima mansione statutaria: garantire, nel modo migliore possibile, il diritto alla casa alle famiglie più deboli.
Condividi il postTweet about this on Twitter
Twitter
Share on Facebook
Facebook